La maggior parte degli incidenti parte da una credenziale.

Non serve essere un bersaglio “famoso” per beccarsi un incidente: basta una password riutilizzata, una mail convincente e un account senza MFA. Molti attacchi moderni non “bucano” i sistemi: entrano dalla porta con credenziali rubate.

La buona notizia? Le contromisure più efficaci sono spesso anche le più semplici.

1) MFA: mettila dove fa più male (agli attaccanti)

Priorità assoluta:

  • email (Microsoft 365 / Google Workspace)
  • VPN e accessi remoti
  • account admin e pannelli di gestione
  • strumenti di backup e firewall

Se devi scegliere, proteggi prima gli account che possono “aprire tutte le porte”.

2) Password manager: riduce il rischio senza stressare le persone

Le password “forti” non funzionano se diventano post-it. Un password manager serio:

  • genera credenziali uniche
  • evita riuso e “varianti”
  • rende più facile fare le cose giuste (e più difficile sbagliare)

3) Email: piccoli controlli, grande impatto

Tre interventi che pagano subito:

  • filtri anti-phishing/anti-spoofing
  • blocco forwarding sospetti
  • alert su login anomali (geo, device, orari)

E sì: una micro-formazione (30 minuti, concreta) spesso vale più di un corso da 6 ore ignorato.

Roadmap “30 giorni”

  • Settimana 1: MFA su email + admin
  • Settimana 2: password manager + policy minime
  • Settimana 3: hardening posta + alert
  • Settimana 4: simulazione phishing + correzioni

Chiusura/CTA: Se vuoi, possiamo impostare un “pacchetto quick wins” in 30 giorni e lasciarti una checklist ripetibile. Obiettivo: ridurre rischio reale, non fare teatro della sicurezza.

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